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08/05/2020

Climatizzazione e Coronavirus

Climatizzazione e Coronavirus 1

Climatizzatori nell’occhio del ciclone. L’epidemiologo Pier Luigi Lopalco: «Credo che un colpo di calore possa fare più danno».

Nei giorni scorsi i sistemi di climatizzazione sono stati al centro della bufera mediatica, additati come possibili veicoli di contagio da Coronavirus, se non idonei. Informazione non corretta che ha richiesto immediate rettifiche e approfondimenti. Fake news, disinformazione e titoli fuorvianti possono minare il senso di sicurezza, già così fragile in questa fase 2, meglio quindi attenersi alle evidenze scientifiche e affidarsi agli esperti.

Fra le più autorevoli c’è sicuramente quella di Giovanni Rezza, Epidemiologo, Direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, appena nominato Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.
Alla trasmissione Agorà di Rai3 Giovanni Rezza ha smentito la notizia fuorviante che ha originato il putiferio: «è stato ipotizzato che l’aria condizionata possa trasmettere, in un ambiente dove c’è una concentrazione di persone positive, e aerosolizzare il virus. Non è assolutamente provato».

Altro esperto interpellato in questi giorni è Pier Luigi Lopalco, Epidemiologo e Responsabile del coordinamento emergenze della Regione Puglia che, ai microfoni di Radio Capital, ha aggiunto un’importante precisazione: in casa nessun rischio, «il problema potrebbero essere i flussi d’aria che vengono creati dai condizionatori, dai circoli d’aria e dai ventilatori».

Ma è un rischio molto limitato poiché - spiega Lopalco - gli ingegneri che si occupano di climatizzazione progettano i sistemi «in modo che ci siano ricircoli d’aria, che l’aria venga aspirata, filtrata e rimmessa come aria fresca (...).
Credo che un colpo di calore possa fare più danno
».

Come funziona il climatizzatore

Nelle soluzioni di climatizzazione ad esempio di tipo Spilt Aria-Aria, l’aria presente nell’ambiente viene trattata - raffreddata o riscaldata - con un sistema a ricircolo, ovvero: l’unità interna preleva l’aria, la tratta con processo di raffreddamento, riscaldamento o deumidificazione e la reimmette nell’ambiente ad una temperatura ideale.
Durante il processo avviene anche la filtrazione meccanica dell’aria, che viene depurata dalle particelle medio grandi, come ad esempio la polvere.
Il processo si basa su un flusso d’aria forzato per portare o mantenere un regime di comfort in tempi rapidi.

Il flusso generato velocizza il ricircolo d’aria ma non ne altera la composizione, se non nella riduzione dell’umidità, per il benessere e l’agio della persona. quindi possiamo affermare che:

  • i Climatizzatori Split non intervengono in alcun modo nella diffusione del virus Covid-19,
  • il benessere termo-igrometrico generato, in particolare d’estate, favorisce la termoregolazione del corpo e l’aumento dell’ossigenazione durante le fasi di respirazione,
  • negli ambienti domestici si consiglia comunque di arieggiare per alcuni minuti dopo aver spento il sistema, generando così un veloce ricambio d’aria,
  • in caso lo si utilizzi in ambienti commerciali aperti al pubblico, è importante valutare i flussi d’aria generati e fare in modo che non vi sia presenza di persone su di essi, così da non amplificare il rischio di contagio.

 

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