Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno dei pilastri centrali della transizione energetica in Italia.
autoconsumo collettivo.
Nate come coalizioni di utenti (privati, PMI, enti locali) per produrre, e consumare energia elettrica prodotta localmente da rinnovabili, stanno vivendo una profonda evoluzione.
Se finora il focus primario delle comunità è stato quasi esclusivamente orientato verso la generazione e l’autoconsumo di energia elettrica, con il Conto Termico 3.0 le Comunità Energetiche Rinnovabili potrebbero acquisire una valenza strategica fondamentale per l’elettrificazione dei consumi.
Vediamo quali opportunità offrono per la riqualificazione termica ed elettrica degli edifici.
Cosa sono le CER (in breve)
Una Comunità Energetica Rinnovabile è un soggetto giuridico autonomo basato sulla partecipazione aperta e volontaria.
I membri situati nel perimetro della medesima cabina primaria uniscono le proprie forze per installare impianti di produzione rinnovabile (tipicamente fotovoltaici).
L’obiettivo è massimizzare l’autoconsumo diffuso, riducendo i prelievi dalla rete di distribuzione e beneficiando degli incentivi previsti dal GSE sull’energia condivisa.
CER e Conto Termico 3.0
Con il D.M. 07/08/2025 anche le Comunità Energetiche Rinnovabili sono entrate di diritto negli incentivi del Conto Termico e possono richiedere gli incentivi a fondo perduto erogati dal GSE.
Ammessi agli incentivi anche coloro che si avvalgono di una configurazione di autoconsumo gruppi di autoconsumo in qualità di membri.
Le CER non sono più solo vettori di energia elettrica, ma potrebbero diventare veri e propri promotori di interventi di efficienza termica e climatizzazione.
Integrazione tecnologica: Fotovoltaico e Pompe di Calore
Il Conto Termico 3.0 incentiva l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili negli edifici esistenti attraverso contributi in conto capitale (a fondo perduto).
Di norma, l’incentivo copre fino al 65% delle spese ammissibili per i privati e varia dal 25% al 65% per le imprese, potendo raggiungere il 100% nel caso di piccoli comuni (fino a 15.000 abitanti) per specifici edifici pubblici.
Per le CER e i relativi membri (prosumer e consumer), l’opportunità diventa straordinariamente vantaggiosa quando si combinano le tecnologie elettriche e termiche:
- Sostituzione dei vecchi generatori: il Conto Termico 3.0 introduce forti incentivi per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale obsoleti e alimentati a combustibili fossili con pompe di calore elettriche ad alta efficienza o con sistemi ibrid (tecnologia in cui Baltur offre configurazioni all’avanguardia, tra cui le nuove Pompe di Calore ADD-ON, che permettono di realizzare ibridi certificati anche su impianti esistenti, senza sostituzioni.
- Abbinamento con il Fotovoltaico: tra le spese ammissibili del Conto Termico 3.0 rientra l’installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, a condizione che l’intervento sia realizzato congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente con una pompa di calore elettrica. Anche in questo caso Baltur propone sistemi innovativi che offrono la massima personalizzazione degli impianti.
L’incentivo per il fotovoltaico è calcolato nel limite del 20% del costo massimo ammissibile (con tetti definiti in base alla potenza installata, ad esempio 1.500 €/kW per impianti fino a 20 kW).
Il vantaggio per la Comunità Energetica
Questa configurazione crea un circolo virtuoso perfetto:
- la pompa di calore o il sistema ibrido azzera o riduce drasticamente l’uso di gas e combustibili fossili per il riscaldamento dell’edificio membro della CER
- il nuovo impianto fotovoltaico (incentivato dal Conto Termico congiuntamente alla pompa di calore) produce l’energia elettrica necessaria ad alimentare la pompa stessa e reimmette l’eccedenza nella Comunità Energetica
- l’energia immessa in rete va ad alimentare i consumi degli altri membri della CER, aumentando la quota di autoconsumo collettivo e generando i relativi incentivi di condivisione erogati dal GSE
Snellezza e certezze nei pagamenti
Un altro punto di forza derivante dall’aggiornamento normativo riguarda le modalità di erogazione del contributo.
Per gli interventi che comportano un incentivo totale inferiore o uguale a 15.000 euro, il GSE procede al versamento dell’intero contributo a fondo perduto in un’unica rata, riducendo significativamente i tempi di rientro dell’investimento per i privati e le comunità.
Per importi superiori, l’incentivo viene invece distribuito in rate annuali costanti in base alla tipologia di intervento (da 2 a 5 anni).
Grazie al Conto Termico 3.0, le Comunità Energetiche Rinnovabili dispongono finalmente di uno strumento strutturato, non soggetto a scadenze repentine come i vecchi bonus edilizi fiscali, per pianificare la transizione termica ed elettrica dei territori, ottimizzando i costi e massimizzando l’efficienza dei sistemi in pompa di calore.
