Le Pompe di Calore sono un driver decisivo per la transizione energetica, ma serve un “Patto” sui Prezzi
In occasione di MCE – Mostra Convegno Expocomfort 2026, Lorenzo Tavazzi (Senior Partner di TEHA Group) ha presentato il Position Paper «Il futuro delle Pompe di Calore tra competitività, mercato e policy».
Lo studio, realizzato in collaborazione tra TEHA Group e Assoclima, analizza come le pompe di calore (PdC) rappresentino una delle tecnologie cardine per la decarbonizzazione degli edifici, evidenziando però le barriere economiche che ancora ne frenano la diffusione di massa in Italia.
La Pompa di Calore: driver della transizione energetica
Le pompe di calore elettriche sono nodi intelligenti del sistema energetico. I dati confermano vantaggi strutturali impressionanti:
- efficienza: rispetto a un impianto tradizionale, garantiscono un risparmio di energia primaria del 58,5%
- decarbonizzazione: riducono le emissioni di CO2 del 65% rispetto a una caldaia a condensazione
- sostenibilità economica: se integrate con il fotovoltaico, il risparmio in bolletta può superare l’80%
L’ostacolo del “Reeg”: perché l’elettricità costa troppo rispetto al gas?
Nonostante l’efficienza, il principale freno è il Reeg, ovvero il Rapporto Energia Elettrica/Gas.
In Italia, il prezzo dell’elettricità è ancora troppo vincolato a quello del gas (correlazione del 97%).
Nel 2024, il gas ha determinato il prezzo elettrico nel 63% delle ore. Inoltre, la struttura della bolletta penalizza l’elettrico: l’82% degli oneri generali di sistema serve a finanziare le FER, gravando paradossalmente proprio sul vettore energetico più pulito.
Per rendere la transizione sostenibile senza dipendere solo da incentivi diretti, TEHA e Assoclima propongono un intervento su due binari:
- Piano Pubblico-Regolatorio: introduzione di una fascia di esenzione dalle accise per i primi 300 kWh/mese e riduzione del 50% per i consumi eccedenti per chi usa PdC.
- Piano Commerciale: promozione di offerte “Luce&Gas” dedicate con prezzi stabili per almeno 24 mesi e un rapporto elettricità/gas non superiore a 2.
Il quadro normativo europeo (EPBD, RED III) traccia la rotta, tuttavia, per trasformare le pompe di calore in una scelta naturale per le famiglie italiane, è necessario riequilibrare i costi operativi. Portare il Reeg dagli attuali 2,22 a un valore di circa 2,07 è l’obiettivo minimo per dare stabilità a un mercato che è fondamentale per la sicurezza energetica del Paese.
La tecnologia è matura e viene incontro a chi vuole riqualificare con soluzioni flessibili che permettono di convertire gli impianti all’efficienza e alla sostenibilità senza sostituire tutto l’impianto.
È il caso del Kit ADD-ON di Baltur, sistema che consente di intervenire su impianti esistenti – con caldaie installate da meno di 5 anni – senza sostituzioni, aggiungendo una pompa di calore esterna con software di gestione evoluta, creando di fatto un ibrido certificato ad alta efficienza, che riduce drasticamente il ricorso a combustibile fossile.
Fonte: «Il futuro delle Pompe di Calore tra competitività, mercato e policy», Position Paper di Lorenzo Tavazzi (Senior Partner e Board Member, The European House – Ambrosetti e TEHA Group), MCE -Expocomfort, marzo 2026
