Intervista a Elena Furini, Product Manager Baltur: tra efficienza, abbattimento delle emissioni e sfide della transizione energetica
1. Quali sono i plus tecnologici che rendono i bruciatori Baltur Super Low NOx superiori alla media?
I bruciatori Baltur Super Low NOx rappresentano un’evoluzione tecnologica che nasce dall’obiettivo di coniugare massime prestazioni energetiche, affidabilità e rispetto dell’ambiente.
Il loro principale punto di forza è l’ottimizzazione della combustione attraverso:
- una progettazione avanzata della testa di combustione,
- una precisa gestione del rapporto aria-combustibile,
- sistemi di regolazione elettronica evoluti.
2. In che modo riuscite ad abbattere le emissioni senza sacrificare la stabilità di fiamma?
La riduzione delle emissioni di NOx non deriva da un singolo componente, ma da un insieme di soluzioni progettuali che permettono di controllare la temperatura della fiamma e la distribuzione dell’aria in modo estremamente accurato.
In questo modo si limita la formazione degli ossidi di azoto mantenendo al tempo stesso una combustione efficiente e stabile, senza compromettere rendimento, sicurezza o continuità operativa.
Dal punto di vista progettuale, la vera sfida è proprio trovare il giusto equilibrio tra basse emissioni e stabilità della fiamma.
Baltur investe costantemente in ricerca e sviluppo per ottimizzare geometrie, fluidodinamica e sistemi di controllo, così da garantire un funzionamento affidabile anche in presenza di variazioni del carico termico o delle condizioni operative dell’impianto.
3. In quali contesti la scelta di un Super Low NOx diventa l’unico vero investimento lungimirante?
Oggi la scelta di un bruciatore Super Low NOx non è più soltanto una risposta alle normative ambientali sempre più stringenti, ma rappresenta un investimento strategico.
È particolarmente indicata per impianti installati in aree urbane, strutture pubbliche, ospedali, industrie e, più in generale, in tutti i contesti in cui sostenibilità, efficienza energetica e continuità di esercizio costituiscono elementi determinanti.
Investire oggi in tecnologie a basse emissioni significa rendere gli impianti più competitivi, più conformi alle future evoluzioni normative e maggiormente orientati agli obiettivi di decarbonizzazione.
4. Baltur è un centro tecnologico che sviluppa bruciatori speciali e fuori standard per processi industriali particolari o complessi, e oggi si muove verso nuovi bruciatori modulanti Gas-gasolio. Può anticiparci qualcosa?
Oggi giorno ci si sta muovendo sempre più verso la scelta di bruciatori che abbiano un secondo combustibile di “back-up”, soprattutto in impianti dove il blocco è considerato un grave danno al sistema.
In questo caso – peggiorato dall’instabilità geopolitica e dalle restrizioni sui carburanti – i clienti sono sempre più propensi a scegliere macchine di questo tipo.
La situazione in cui ci troviamo fa sì che si renda necessario non solo che il carburante di “back-up” faccia da “toppa”, ma che possa essere utilizzato per settimane o mesi (come unico carburante), senza compromettere l’efficienza e il funzionamento dell’impianto.
La nostra nuova gamma di bruciatori soddisfa esattamente queste esigenze con una elevata ingegnerizzazione delle componenti della testa per un’ottimale combustione sia a gas che a gasolio, mantenendo il più possibile il bruciatore facile da maneggiare, regolare e manutenere.
5. Come gestite la sfida della combustione di miscele idrogeno / metano?
La combustione di miscele idrogeno / metano rappresenta una delle principali sfide tecnologiche per il settore dei bruciatori, perché l’idrogeno ha caratteristiche molto diverse dal metano: velocità di fiamma più elevata, maggiore reattività e differenti esigenze in termini di controllo della combustione e delle emissioni.
In Baltur affrontiamo questa sfida attraverso un approccio integrato che combina progettazione, ricerca e validazione sperimentale.
Sviluppiamo sistemi di combustione in grado di gestire percentuali crescenti di idrogeno, mantenendo elevati standard di sicurezza, stabilità della fiamma ed efficienza energetica.
Questo richiede un’attenta ottimizzazione della geometria della testa di combustione, della regolazione aria-combustibile e dei sistemi di controllo.
Un altro aspetto fondamentale è la flessibilità.
Il mercato sta evolvendo rapidamente e la disponibilità di miscele con diverse percentuali di idrogeno varierà da Paese a Paese e da applicazione ad applicazione.
Per questo il nostro obiettivo è progettare soluzioni che siano il più possibile capaci di adattarsi all’evoluzione delle infrastrutture energetiche senza compromettere affidabilità e prestazioni.
Infine, lavoriamo costantemente su attività di test e validazione per garantire che ogni soluzione rispetti i requisiti normativi e le aspettative dei clienti, contribuendo concretamente alla transizione verso combustibili a minore impatto ambientale.
6. Come si inserisce la modulazione in un sistema alimentato a idrogeno e quali vantaggi porta in termini di riduzione dei cicli di accensione/spegnimento e risparmio di combustibile?
La modulazione assume un ruolo ancora più strategico nei sistemi alimentati con miscele contenenti idrogeno.
Un bruciatore modulante è in grado di adattare continuamente la potenza erogata al reale fabbisogno dell’impianto, evitando il funzionamento “on/off”, che comporta frequenti accensioni e spegnimenti.
Questo approccio offre diversi vantaggi.
Innanzitutto, riduce il numero dei cicli di accensione, con un conseguente minore stress dei componenti, una maggiore affidabilità del sistema e una vita utile più lunga del bruciatore.
Inoltre, mantenendo una combustione stabile anche ai carichi parziali, è possibile ottimizzare il rapporto aria-combustibile, migliorando l’efficienza e riducendo i consumi di combustibile.
Nel caso dell’idrogeno, la modulazione è particolarmente importante perché consente di gestire in modo più preciso un combustibile con caratteristiche di combustione molto diverse rispetto al metano.
Un controllo accurato della potenza e della miscela contribuisce a mantenere la stabilità della fiamma, a contenere la formazione di NOx e a garantire prestazioni costanti lungo tutto il campo di funzionamento.
Per Baltur, la modulazione non è semplicemente una funzione del bruciatore, ma uno strumento essenziale per coniugare efficienza energetica, sicurezza e sostenibilità.
È uno degli elementi che permetterà di integrare progressivamente l’idrogeno nei sistemi termici, accompagnando la transizione energetica senza rinunciare alle prestazioni che il mercato richiede.
7. Il reparto R&D è il cuore pulsante dell’azienda. Su quali fronti vi state muovendo per la prossima generazione di bruciatori?
Il nostro reparto Ricerca e Sviluppo è il motore dell’innovazione in Baltur e lavora con una visione di lungo periodo.
L’obiettivo non è solo rispondere alle esigenze attuali del mercato, ma anticipare l’evoluzione del settore sviluppando tecnologie sempre più efficienti, sostenibili e intelligenti.
Le principali direttrici di sviluppo riguardano innanzitutto la compatibilità con i combustibili della transizione energetica, come le miscele idrogeno/metano e, in prospettiva, percentuali sempre più elevate di idrogeno.
Infine, dedichiamo grande attenzione alla semplicità di installazione e manutenzione.
Innovazione, per noi, significa sviluppare prodotti tecnologicamente avanzati ma anche facili da utilizzare, affidabili nel tempo e in grado di offrire un valore concreto ai nostri clienti.
